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CULTURA

I kodama, spiriti giapponesi degli alberi

Il legame tra natura e sovrannaturale è ancora oggi piuttosto forte e sentito in Giappone. Tra le tante leggende che popolano i racconti del Paese, vi sono quelle sui Kodama, gli spiriti degli alberi. Non è un caso che questi esseri siano parte della cultura Giapponese, da sempre devota alla natura e alle creature che la popolano, oltre a essere basata su radici antichissime e molto profonde nel vissuto del popolo, legate alla spiritualità e al fantastico.

I Kodama sono gli spiriti delle foreste

Si dice che i kodama esistessero anche prima della lingua scritta in Giappone. La parola “Kodama”, nel più attuale Kanjis giapponese, significa letteralmente “spirito albero”, alludendo perfettamente alla sua natura di guardiano delle foreste.

In alcuni posti in Giappone si ha la convinzione che gli spiriti siano collegati ad alberi specifici, che non dovrebbero essere abbattuti perché si potrebbe subire la maledizione dello spirito abitante. I monaci segnavano infatti con alcuni nastri, gli alberi in cui credevano che un Kodama vivesse. Dal racconto che ne esce, ricordano un po’ le ninfe della mitologia greca, infatti anche loro hanno fatto di foreste e natura qualcosa di magico e fondamentale per la guida dell’uomo.

Com’è fatto il Kodama?

Non si sa davvero com’è un kodama, ma è noto come riconoscerli. Se si sentono i rami scossi dal vento, le foglie, rumore di rami secchi o echi di montagna o se si vedono semi e frutti sul pavimento, significa che gli spiriti sono appena passati di lì.

Le origini

È difficile rintracciare le origini etimologiche del termine Kodama ma probabilmente il primo kanji utilizzato per indicare queste entità è nato dall’accostamento di tre caratteri scelti per il loro valore sonoro. Successivamente si è optato per una combinazione di segni che può essere tradotta con il significato che ormai conosciamo di “spirito albero” o “anima dell’albero”. Esiste però un altro kanji per indicare i Kodama che può essere tradotto come “eco”, in riferimento al suono che, secondo la credenza, lasciano al loro passaggio. Rintracciare la loro origine è comunque molto difficile. Il primo riferimento a queste figure sembra risalire al Kojiki, testo scritto agli albori del 700 da Ō no Yasumaru e considerato il primo esempio di narrativa della storia nipponica. Si tratta anche di uno dei libri più antichi del paese. Tuttavia l’utilizzo del termine, sembra trovare la sua origine nel testo del dizionario Wamyō ruijushō.

I Kodama nella cultura Pop

Nella cultura di massa i Kodama sono stati rappresentati nel film d’animazione Principessa Mononoke di Myazaki, in cui sono rappresentati come piccoli umanoidi bianchi con grandi teste che sembrano maschere.

Nei videogiochi sono omaggiati nella saga The Legend of Zelda, con il nome di Kokiri o Korogu.

In copertina: foto di CarlitoSan da wallpaperup

Melissa Mercuri

Giornalista pubblicista, mi occupo anche di copywriting, social media, traduzioni audiovisive, ufficio stampa e insegnamento.

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