Sinaloan Milksnake (2005) by Smithsonian Institution. Original from Smithsonian's National Zoo. Digitally enhanced by rawpixel.
ANIMALI

Mimetismo batesiano: come gli animali sopravvivono nella natura

Il mimetismo affascina e stupisce. L’abilità con cui gli animali si adattano alla natura, per sopravvivere o per avvicinare le prede, è sorprendente. Il mimetismo batesiano è quello più comune, legato alla difesa dell’animale, che nel tempo ha preso le sembianze di un suo simile più pericoloso.

Cos’è la mimetizzazione?

Mimetismo è una parola che deriva dal greco mimesis , e significa “imitazione“. Viene usata per descrivere la capacità di un organismo vivente di imitarne un altro a proprio vantaggio oppure di assumere forme, comportamenti e colori per confondersi con l’ambiente circostante. Mimetizzarsi è una strategia che adottano molti animali, soprattutto per difendersi dai predatori o per colpire le proprie prede. L’imitazione può avvenire in vari modi e può essere visiva, comportamentale, sonora, chimica o una combinazione di questi fattori. Mimetismo è una parola che deriva dal greco mimesis , e significa “imitazione“. Viene usata per descrivere la capacità di un organismo vivente di imitarne un altro a proprio vantaggio oppure di assumere forme, comportamenti e colori per confondersi con l’ambiente circostante.

Il mimetismo batesiano

Quando una specie animale imita un’altra specie del suo stesso ambiente naturale per ingannare i predatori si parla di mimetismo batesiano. Il nome deriva dal biologo ed entomologo Henry Walter Bates che per primo ha studiato e descritto questo fenomeno.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un criptismo aposematico con cui si imita la colorazione e il comportamento dell’altra specie per poter sopravvivere. Questo comportamento viene assunto ad esempio da varie specie tropicali di farfalle diurne e insetti, come il moscone Volucella zonaria, molto simile a una vespa.

Altri tipi di mimetismo

Quello batesiano non è l’unico mimetismo studiato. Abbiamo quello mülleriano scoperto dal naturalista Fritz Müller, in cui due specie, spesso distanti filogeneticamente, si imitano a vicenda sviluppando però entrambe tossicità. Sia l’imitatore che l’imitato sono quindi pericolosi, come ad esempio le falene Zygaena ephialtes e Amata phegea.

C’è infine un tipo di mimetismo chiamato emsleyano o mertensiano individuato da Michael G. Emsely e associato a Robert Mertens, dove è la specie letale a imitarne una meno pericolosa.

In copertina foto di Edwin Dalorzo da Wikimedia Commons

Melissa Mercuri

Giornalista pubblicista, mi occupo anche di copywriting, social media, traduzioni audiovisive, ufficio stampa e insegnamento.

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